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Roberta Lombardi, più che la candidata dei cittadini, sembra la candidata di un’impresa privata, per l’esattezza della Casaleggio Associati, con cui ha sottoscritto un contratto che prevede una multa di 150 mila euro in caso di danno all’immagine del Movimento.
Un contratto privato a tutti gli effetti che non ha nulla a che fare con il patto e il vincolo tra l’eletto e gli elettori, bensì con quello tra l’eletto e i Garanti dell’M5S.
Ci domandiamo se Roberta Lombardi, che nel sottoscrivere quel famoso codice etico ha anche accettato che a controllare l’attività degli eletti sia lo Staff del Movimento, ritenga sia più importante il codice del M5S o la volontà degli elettori che hanno deciso di dare il voto ad un candidato.
Roberta Lombardi, in sintesi, è la candidata dei cittadini o di un’impresa privata milanese?
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