Scuola: su Righi Meloni rompa il silenzio su violenze neofasciste
Quanto accaduto al Liceo Righi è un fatto gravissimo che colpisce la scuola pubblica e i valori antifascisti su cui si fonda la nostra democrazia. Imbrattare un istituto con simboli e richiami all’ideologia fascista significa intimidire una comunità educante e provare a trasformare la scuola in un terreno di scontro ideologico.
Il ripetersi di episodi di questo tipo impone una risposta politica chiara. Non bastano condanne formali: serve che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Governo dicano parole inequivocabili contro ogni rigurgito neofascista e mettano in campo azioni concrete per fermare questa escalation che sta colpendo le scuole.
È inaccettabile che proprio i luoghi in cui si formano cittadinanza, pensiero critico e coscienza democratica diventino bersaglio di violenze e intimidazioni. Per questo è necessario rafforzare la tutela degli spazi educativi e sostenere studentesse, studenti, docenti e personale scolastico che ogni giorno difendono la funzione pubblica e costituzionale della scuola.
Non possiamo permettere che si normalizzino linguaggi e simboli che appartengono alla pagina più buia della nostra storia. Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia.