Casapound: Roma non può essere una zona franca per il neofascismo
Quanto documentato oggi da Fanpage è di una gravità straordinaria. La sede di CasaPound in via Napoleone III, immobile pubblico occupato abusivamente dal 2003 da una realtà che si muove fuori dall’alveo costituzionale, sarebbe stata utilizzata per ospitare un incontro riservato con esponenti di Counter-Currents, rete internazionale legata al suprematismo bianco, insieme a esponenti di CasaPound.
È gravissimo che nel cuore di Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, possano svolgersi incontri di questo tipo e consolidarsi relazioni tra l’estrema destra italiana e circuiti suprematisti internazionali.
Il Partito Democratico ha già annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di fare piena luce sulla vicenda: è necessario sapere cosa sapessero le autorità e quali controlli siano stati effettuati.
Quanto emerge oggi conferma la gravità di una situazione che non può essere ignorata né normalizzata. Roma non può essere una zona franca per il neofascismo.