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17 Mag, 2014

Giornata internazionale contro l’omofobia, un impegno da rinnovare tutto l’anno

E’ importante e significativo sottolineare oggi che la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, istituita dall’Unione europea nel 2007, ricorda il 17 maggio 1990 giorno in cui l’omosessualità fu depennata dall’elenco delle malattie mentali pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Molte cose certo sono cambiate in questi venticinque anni, ma non abbastanza: per rendere efficace quello che oggi rimarcano tutti, lo sforzo delle istituzioni e della società civile deve essere ancora più incisivo e concreto per far si che la lotta al pregiudizio sessuale sia prioritaria ogni giorno.

Lo stop agli opuscoli dell’Unar sull’educazione alla diversità, la reazione al libro della Mazzucco nel liceo Giulio Cesare, le scritte sui muri della Chiesa Valsese a Roma, sono il segno di come l’omofobia sia una questione terribilmente urgente e diffusa anche nella classe dirigente del Paese.

Per combatterla servono innanzitutto leggi nazionali, che puntino lo sguardo sugli autori dei gesti omofobi, e ancor più leggi di promozione dei diritti di tutti. In attesa di questo la Giunta Zingaretti certo non sta a guardare: l’accesso ai servizi socio-sanitari anche per le coppie dello stesso sesso e un serio lavoro sulla cultura e nelle scuole sono i pilastri del piano lanciato e sostenuto dalla maggioranza di centro-sinistra alla guida della Regione.

A partire dai piu’ giovani la lotta e’ quella contro lo stigma, ovvero l’educazione e la formazione. In tal senso sono molti efficaci le azioni e le risorse messe in campo che hanno coinvolto studenti di 40 scuole di diversi ordini, in tutte le province del Lazio.

Credo sia nostro compito lavorare per squarciare l’ipocrisia anche delle istituzioni che non possono muoversi solo sull’onda dei fatti di cronaca ma devono combattere l’immobilismo ed intervenire prima . Quello che mi auguro e per il quale m’impegnerò al massimo, è una società in cui l’omosessualità non faccia più notizia, dove la libertà di scelta di orientamento sessuale come di quello religioso sia il caposaldo del vivere insieme. Non un’utopia ma un modello di civiltà avanzata, moderna, aperta e inclusivo dove le differenze sono ricchezze e non elementi di discriminazione.

16 Mag, 2014

Mai più! Un anno dopo

Sabato 31 maggio, ore 16
Piazza della Stazione Vecchia (sede del Municipio X)
Ostia

E’ ormai trascorso un anno dalla morte, nel X municipio di Roma, di Michela Fioretti e Alessandra Iacullo, entrambe uccise in strada per mano dall’ex marito e dall’ex compagno,. Questi due episodi, avvenuti nello stesso quartiere e a distanze di due settimana l’una dall’altra, hanno aperto sul territorio una ferita tutt’oggi insanabile e insanata che si è materializzata con la parola femminicidio.

Oggi c ‘è Chiara, in coma irreversibile in un letto d’ospedale per le botte ricevuto dal compagno, a ricordarci quanto nel nostro municipio sia urgente e improcrastinabile intraprendere un’azione capillare di sensibilizzazione e di prevenzione della violenza contro le donne.

Dopo la grande partecipazione al corteo Mai Più! dello scorso anno, l’associazione Punto D, insieme alle reti locali, ai comitati di quartiere, alle associazioni, e più in generale alle cittadine e ai cittadini del territorio, ha deciso di scendere di nuovo in piazza. Sabato 31 maggio invitiamo tutte e tutti alla manifestazione cittadina “Mai Più! Un anno dopo” per ribadire, oggi come allora, il nostro impegno nella costruzione di una cittadinanza di genere, per riaffermare il ruolo centrale della collettività nella decostruzione degli stereotipi e per contribuire alla costruzione di una relazione possibile tra uomo e donna.

Il 31 maggio prossimo, a partire dalle 16, vogliamo ripercorrere insieme le stesse strade del primo giugno scorso, per dare continuità alle rivendicazioni espresse un anno fa: il potenziamento dei servizi rivolti alle donne, il rifinanziamento e la diffusione territoriale dei centri e degli sportelli antiviolenza, l’apertura di spazi per il reinserimento socio lavorativa delle donne in difficoltà, l’assunzione di responsabilità politica verso un fenomeno strutturale come la violenza di genere e una pianificazione a lungo termine di politiche finalizzate alla prevenzione e alla protezione delle vittime.

Anche quest’anno la manifestazione Mai Più vuole essere un percorso condiviso e corale, tra Ostia e Roma, per rivendicare l’esigenza di ripartire dalla strade e dai territori, dalle loro esigenze e dalle loro mancanze, con un occhio rivolto alla cultura e uno ai servizi. Perché non c’è prevenzione senza iniziative di sensibilizzazione, nelle aule come nelle strade.

Un corteo sui trampoli e senza paura, che legherà di nuovo le strade con un elemento rosso, che questa volta non sarà un nastro ma qualcosa di davvero speciale.

Durante e al termine della manifestazione sono previsti interventi, esibizioni al femminile, iniziative teatrali e installazioni artistiche lungo tutto il percorso.

Per info e adesioni
info@puntod.eu
https://www.facebook.com/events/624956374247318/
Pagine facebook Punto D
https://www.facebook.com/groups/puntod.donna/?fref=ts
https://www.facebook.com/puntodostia?ref=hl

16 Mag, 2014

Dopati per lavorare di più

“Il padrone è bravo ma paga poco e vuole che lavori sempre, anche la domenica. Dopo sei o sette anni di vita così, non ce la faccio più. Per questo assumo una piccola sostanza per non sentire dolore, una o due volte durante le pause dal lavoro. La prendo per non sentire la fatica, altrimenti per me sarebbe impossibile lavorare così tanto in campagna. Capisci? Troppo lavoro, troppo dolore alle mani”. Eccola qui, la nuova frontiera dello sfruttamento del lavoro migrante: gli schiavi delle campagne vengono dopati per produrre di più e non sentire la fatica.
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16 Mag, 2014

Rivolta dei rifugiati, la polizia interviene con idranti e manganelli

La rivolta al Cara (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) di Castelnuovo di Porto, è cominciata la mattina presto. Un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo “ospiti” della struttura (che ne potrebbe accogliere 300 ma dove ne sono stipati più del doppio), ha chiuso le porte al centro impedendo il cambio di turno tra gli operatori.

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15 Mag, 2014

Università: si apre una nuova stagione per il sapere

Dopo la stagione del risanamento si apre adesso quella del fare, ad un anno dal commissariamento di Laziodisu dopo l’opera di razionalizzazione, risparmi ed efficentamento, messa in atto da commissario Carmelo Ursino, la giunta Zingaretti dimostra che nonostante le difficoltà, con la volontà politica, si può tornare ad investire.

I 100 milioni di euro e 900 posti letto annunciati oggi sono l’ennesima dimostrazione del nostro voler voltare pagina sul diritto allo studio: investire in formazione e conoscenza attraverso l’incremento dei servizi significa investire sul futuro del Lazio e dell’Italia.

Oltretutto con questo nuovo stanziamento vincolato, come deve essere ad un serio cronoprogramma la Regione Lazio torna a fare investimenti pubblici e a dare linfa a lavoro e alle piccole e medie imprese. Con la cultura si mangia eccome. Le risorse impegnate in questo progetto sono qui a dimostrarlo contro la mala gestione del passato e i disfattisti del presente.

15 Mag, 2014

Le scritte sui muri della Chiesa Valdese offendono i valori democratici

Le scritte omofobe con aggiunta di svastiche, comparse sui muri della Chiesa Valdese di piazza Cavour sono da condannare con assoluta fermezza. Di nuovo siamo costretti a dichiarare su atti vili e squallidi che evidenziano chiaramente delle radici di intolleranza che devono assolutamente essere estirpate attraverso interventi di carattere culturale.

Quanto accaduto offende tutti noi e i valori democratici sui quali si fondano il nostro Paese e la Costituzione italiana. Alla Chiesa Valdese, da sempre attiva a favore del rispetto dei diritti civili, e a tutti coloro stati oltraggiati da tali scritte, la mia vicinanza e solidarietà.

15 Mag, 2014

Il Viminale chiarisca cosa sta accadendo al Cara di Castelnuovo di Porto

Ancora una volta ci troviamo a dover commentare notizie poco chiare che arrivano dall’interno di un Cara, Centro per Rifugiati e Richiedenti Asilo. Un luogo dove la trasparenza e i diritti dovrebbero essere al centro dell’attenzione e dell’impegno delle istituzioni e del governo.

A quanto ci riferiscono alcuni operatori di Castelnuovo dalle 8 di questa mattina all’interno del Cara è in corso una protesta dei migranti che ha avuto momenti di altissima tensione nelle scorse ore, ci sarebbero state delle cariche violente da parte della polizia. Almeno uno dei rifugiati, un diabetico, sarebbe finito in ospedale nel corso degli scontri.

Voci riferiscono di altri migranti ricoverati, ci sarebbero dei anche trattenuti. Troppi condizionali, troppa poca informazione esce da un luogo posto sotto la tutela del Ministero degli Interni. A quanto pare la protesta sarebbe esplosa in coincidenza con il cambio di gestione del servizio interno al Centro. Non è soltanto il ritardo nell’erogazione del Pocket Money ad aver alzato la tensione, come peraltro confermato dallo stesso direttore del nuovo gestore Auxilium.

a quello che ci hanno riferito, dall’interno del Cara gli ospiti si sarebbero anche visti eliminare l’autobus in grado di farli spostare dalla struttura, non ci sarebbe più un’ambulanza a loro disposizione, la stessa qualità dei pasti sarebbe molto peggiorata. Diritti umani negati, insomma.

È vero tutto questo? Corrisponde al vero che la polizia questa mattina abbia caricato e che ci siano dei migranti in ospedale? Ci sono dei trattenuti? Auspico davvero a breve un intervento chiarificatore da parte del Viminale, che lo stesso governo si impegni a ripristinare immediatamente condizioni umane dignitose all’interno della struttura.

Più in generale, oggi da Castelnuovo ci arriva la conferma che le politiche sulle migrazioni e sugli immigrati dell’Italia vanno riformate dalla prima all’ultima.

14 Mag, 2014

Basta dimissioni in bianco

L’Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia delle Nazioni Unite che promuove gli standard minimi di diritto del lavoro in tutto il mondo, nel suo Rapporto sulla tutela della maternità pubblicato ieri, si rivolge direttamente al governo italiano perché elimini la deleteria pratica della richiesta di dimissioni in bianco.
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