Economia sociale: bene l’Emilia Romagna, ora impegno a livello nazionale
In attesa del Piano nazionale sull’economia sociale, ancora non approvato dal consiglio dei ministri, si può non restare fermi.
Bene dunque la giunta dell’Emilia Romagna, guidata da Michele De Pascale, che ha scelto col vicepresidente Vincenzo Colla di affrontare questo tema attraverso un piano organico, superando la logica dei singoli interventi e privilegiando una visione d’insieme che individua nei soggetti dell’economia sociale i pilastri di un nuovo modello di sviluppo economico.
La delibera e il relativo bando testimoniano il cambiamento culturale in atto: si passa da una logica assistenziale a una prospettiva in cui gli attori dell’economia sociale diventano protagonisti della transizione all’interno di una dimensione innovativa, sostenibile e inclusiva.
Le cinque missioni in cui il piano si articola definiscono con chiarezza gli ambiti di intervento: il riconoscimento dell’economia sociale, l’integrazione con le filiere produttive, l’innovazione sociale e tecnologica, la valorizzazione del capitale umano e la creazione di ecosistemi territoriali capaci di generare sviluppo e coesione.
Come affermato dalla segretaria del Pd Elly Schlein nel corso dell’incontro nazionale svoltosi sabato scorso a Milano, con un lavoro comune portato avanti dal Forum industria di Andrea Orlando e dal dipartimento nazionale Terzo settore, nel programma per l’alternativa l’economia sociale sarà per noi una priorità: abbiamo intenzione di riconoscere il valore strategico delle migliaia di donne e uomini che ogni giorno, attraverso il loro impegno, contribuiscono alla crescita economica e alla coesione sociale del Paese.