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La folla dei vicini l’ha assolto subito e il corteo che a sera canta l’inno d’Italia lo festeggia.
Passa da Vaprio d’Adda l’incarnazione della politica della paura, con il signor Francesco Sicignano che ha ammazzato un ladro e quando arriva la sera saluta dal balcone più alto, e non nasconde un sorriso. Forse è automatico sorridere, se questa è considerata una guerra, come non pochi gridano, se si è scampato il pericolo, e se il morto è niente più di un nemico. Ma un nemico disarmato.
Piero Colaprico, La Repubblica

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