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Mercoledì 11 dicembre, ore 9.00-13.00
Aula A Direzione Sanitaria Piastra II Piano
S. Camillo Forlanini

Workshop
La Sanità nuoce alla Salute?
Per una migliore appropriatezza diagnostico-terapeutica e per restituire dignità alla
Salute

Nel 2002 Ray Moynihan e Richard Smith pubblicarono un editoriale sul British Medical Journal rimasto famoso. Si intitolava “Too much medicine? Almost certainly”.
Dopo più di dieci anni il problema di un eccesso di sanità che danneggia la salute è ancora più evidente, con conseguenze negative sia per le persone sane, sia per quelle malate: le prime, sottoponendosi ad indagini diagnostiche e a trattamenti non necessari, oltre a subirne gli effetti nocivi per la salute, sottraggono preziose risorse alle seconde.
L’esempio più emblematico è rappresentato dall’incremento esponenziale di malati, determinato dal cambiamento dei criteri diagnostici che è stato ottenuto, semplicemente, abbassando l’asticella che divide le persone “sane” da quelle “malate”. Ciò è accaduto per l’ipertensione, il diabete, l’osteoporosi, l’ipercolesterolemia, l’obesità ed i deficit cognitivi.
Le crisi, tuttavia, possono essere trasformate in occasioni di rilancio e la difficile contingenza economica che stiamo attraversando dovrebbe spingerci a riflettere con maggiore profondità su questa dinamica perversa che produce eccessi diagnostici e terapeutici costosi e pericolosi per la salute.
Da un approfondimento di questo genere si può  iniziare a immaginare e introdurre strategie di politica sanitaria che evitino un approccio basato sui “tagli” e che si orienti sulla “ridistribuzione”: Spostare le risorse da pratiche inutili o pericolose (che si stima ammontino almeno al 20% dell’attuale spesa)  a interventi di provato rapporto costo-efficacia potrebbe produrre un rilevante miglioramento degli effetti sulla salute e sulla percezione del sistema sanitario da parte dei cittadini, a cominciare dall’annoso problema delle liste d’attesa.
Approfittando della presentazione del libro di Ottavio Davini, “Il prezzo della salute” (Editore Nutrimenti, Roma), vorremmo coinvolgere professionisti, operatori sanitari, decisori, media e cittadini in una prima riflessione che possa dare il via a un percorso più strutturato e approfondito su un tema ormai ineludibile.

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