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In Italia vivono circa 170 mila rom e sinti, che rappresentano la terza minoranza più cospicua sul territorio nazionale, dopo sardi e friulani. Nonostante la consistenza numerica e i richiami alla tutela da parte delle istituzioni europee, il nostro Paese risulta ancora privo di strumenti giuridici per la salvaguardia culturale e linguistica di tale minoranza che continua ad essere uno dei gruppi più sistematicamente discriminati ed esclusi.

In un convegno dal titolo “Rom, Sinti e Caminanti: una proposta di legge per il riconoscimento, la tutela e la promozione sociale della minoranza”, l’Associazione 21 luglio e la Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato hanno avviato questo pomeriggio in Senato una riflessione sulle possibili strade da percorrere per la salvaguardia dei diritti delle comunità rom e sinte nel nostro Paese.

Al convegno, presieduto dal presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Luigi Manconi, ha partecipato anche il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, al cui dicastero appartengono le competenze in materia di politiche rivolte a rom e sinti in Italia.

I lavori del convegno sono stati l’occasione per la presentazione di due disegni di legge da parte del senatore Francesco Palermo, eletto alla scorse elezioni politiche nel collegio uninominale di Bolzano. Il primo disegno di legge prevede la ratifica e l’esecuzione della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”, firmata a Strasburgo il 5 novembre 1992, proponendo in questo modo di includere anche la minoranza rom e sinta tra quelle da tutelare dal punto di vista linguistico e culturale; il secondo disegno di legge si intitola invece “Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza dei rom e dei sinti”.

Le comunità rom e sinte in Italia, in quanto “sprovviste di territorio”, non sono state fino ad oggi riconosciute a livello normativo come minoranze culturali e linguistiche e, pertanto, non sono state incluse tra quelle tutelate dalla Legge del 15 dicembre 1999 n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Tale legge riconosce dodici minoranze la cui lingua e cultura è tutelata: dai 1.300.000 sardi fino ai 2.100 croati che vivono in tre comuni del Molise.

Già in passato il Comitato dei Ministri dell’Educazione dell’Unione Europea, con la risoluzione 153/89 del 22 maggio 1989, nel dare indicazioni per una corretta scolarizzazione dei bambini rom, sosteneva che si dovesse tenere conto del fatto che «la loro cultura e la loro lingua fanno parte da più di mezzo millennio del patrimonio culturale e linguistico europeo». Affermazione ribadita anche dal Parlamento europeo nel 1994 con la “Risoluzione sulla situazione dei rom nella comunità” (A3-0124/94), in cui si riconosce «che il popolo Rom è una delle minoranze più importanti dell’Unione Europea», per cui vanno tutelate «la lingua e gli altri aspetti della cultura rom come parte integrante del patrimonio culturale europeo»; e quindi si «raccomanda ai governi degli Stati membri di completare la Convenzione europea dei diritti umani con protocollo aggiuntivo sulle minoranze, nel quale la definizione di minoranza possa comprendere i rom in forma esplicita, attraverso un riferimento alle minoranze che non abbiano un territorio proprio».

Secondo l’Associazione 21 luglio il marchio del “non cittadino” continua a restare impresso sull’esistenza di ogni rom e sinto nel nostro Paese, un marchio legato ad un antiziganismo che rivive sotto le forme di norme escludenti e selettive, come la cosiddetta politica dei “campi nomadi”.

La ratifica e l’esecuzione della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”, includendo la minoranza rom e sinta tra quelle da tutelare dal punto di vista linguistico e culturale, potrebbe costituire un primo passo significativo ai fini dell’inclusione sociale delle comunità rom e sinte in Italia. Esso si configurerebbe infatti come un intervento complessivo rivolto ad una minoranza portatrice di una storia e di una cultura che è parte integrante della cultura italiana ed europea e non semplicemente un intervento rivolto ad un gruppo socialmente emarginato.

«La Strategia Nazionale di Inclusione dei rom, sinti e caminanti adottata dall’Italia nel 2012 – ha affermato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – impegna il governo italiano per il biennio 2012-2013 alla definizione di un disegno di legge governativo per il riconoscimento dei rom come minoranza nazionale. Tale riconoscimento, già garantito per le altre minoranze linguistiche presenti nel nostro Paese, è urgente perché potrebbe costituire un presupposto essenziale per restituire dignità a chi, come rom e sinti, vive da tantissimi anni in Italia».

Quanto al secondo disegno di legge presentato dal senatore Palermo, quello relativo alle “Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza dei rom e dei sinti”, esso merita, secondo l’Associazione 21 luglio, un approfondimento e un ampio dibattito che devono necessariamente coinvolgere in primis le stesse comunità rom e sinte.

Associazione 21 luglio
17 settembre 2013

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